A-TEMPO

Il Tempo non esiste. Esiste solo l'atto del misurarlo.
[collezione collettiva di dis-unità di misura]

Clessidra

oggi
--- 2007 ---

Categorie

partecipano

 Il mio profilo ContattamiEffe
 Il mio profilo Contattamiblulu

Banner



Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Numerologia

visitato *loading* volte

venerdì, 16 novembre 2007

Pluffffff



Aperto il 12/11/2007 e chiuso il 16/11/2007. Il tempo di un blog a tempo.
Grazie a tutti per la partecipazione

Effe, Blulu, cybbolo



postato da: cybbolo alle ore 15:37 | link | commenti (27)

Commenti
#1    16 Novembre 2007 - 17:13
 
Maledetti! Nel pieno rispetto del progeto (a-tempo, appunto; che si pensava scadesse il temrnie alle 23 e 59 di codesto giorno).
E io ve lo incollo qua.



La memoria dell’acqua


08 luglio 1869
___________________

Un uomo con uno strano capello allarga le braccia al centro della piazza. Si lamenta del caldo e fa una capriola qui accanto. Bestemmia e sputa. Si alza e si avvia ciondolando per il lato destro, quello con la chiesa fatiscente. Si ferma voltandosi di scatto. È feroce il suo viso. Atroce. Cade proprio al centro della piazza, l’uomo con lo strano cappello, e un cane bianco e nero gli abbaia contro.
Dal balcone della chiesa una giovane donna si afferra con le mani a due bicchieri colmi d’acqua: li alza nell’aria, mentre la figlia Anna di pochi mesi piange un pianto antico, di fame. La giovane donna sorride, nello schema della sua bellezza i capelli riccioluti le sfregiano la fronte in ghirigori rosso scuro. Lentamente, con movimenti precisi, beve in un solo fiato tutta l’acqua del bicchiere che stringe nella mano destra. Poi, lascia scivolare il bicchiere sul fianco destro, e contemporaneamente si lancia nel vuoto, rovesciata, capovolta, come se la testa fosse la parte più pesante del suo corpo. La giovane donna stringe l’altro bicchiere nella mano sinistra, intatto, privo dell’acqua che già la precede nella caduta.


14 settembre 1885
___________________


Ho sigillato la busta.
Dentro ci sono le istruzioni.
Non aprirla.
Non devi aprirla per nessuna ragione.
Tutto dipende da te.
Adesso vai. Vai!
Sali su quella maledetta carrozza!

Lei sale sulla sua carrozza, con passi all’indietro.
Lui richiude la portiera.
La carrozza parte. Lui, a testa bassa, non guarda la velocità della sua ombra fuggire sul palazzo di fronte. Lei lo osserva fino all’ultimo istante, con la testa girata, dietro al vetro.
Poi, non lo rivedrà mai più nella sua vita.


27 novembre 1899
___________________
Una stanza. Tutti i toni sono sul grigio, sul bianco, sul nero. Sulla sinistra. In primo piano, un tavolino appoggiato alla parete, con uno sgabello davanti della stessa lunghezza del tavolino. Una sedia a seguire, anch’essa appoggiata alla parete. Sempre sulla sinistra, in fondo, c’è un letto con un materasso. A terra c’è una brocca e un bacile pieno d’acqua. Nel bacile una spugna. Sulla destra, ancora appoggiato alla parete, un tavolo con il piano lievemente inclinato. Un cestino di vimini con un ombrello dentro. Al centro un altro tavolino piccolo con su una fruttiera con delle arance, una clessidra, una tazzina per il caffè, una zuccheriera. Alla parete sono appesi fogli ritagliati, in tutta la stanza sono sparse lettere e messaggi, quasi come suppellettili. Sulla destra, leggermente più indietro rispetto al tavolo inclinato, è seduta Anna e ha davanti un vistoso fascio di rose rosse, le rose sono in un grande vaso trasparente.

Ho il delirio dell’età che ho stamattina, che non scompone, mi cerchio tuttavia per tutta la gittata.
Fra poco non potrò più, per tutto l’inverno sarò gelida, ferma, nonostante la gravità della Terra che mi accelera il respiro, costantemente.
Anna si alza, va nel letto, la vedo, al primo piano, nella camera che dà sulla piazza.
Anna è una divisione a 2 cifre: non le ha mai sapute fare. La sento borbottare tutte le volte all’uscita dalla salumeria. Le sopracciglia sono due cifre abbassate, per volontà di Euclide e del suo algoritmo: una sottrazione dello sguardo.

Anna, a dividerti pezzo per pezzo - tu che non dai resti -
nemmeno un sufficiente quoziente di intelligenza mi daresti (almeno capirti),
per risolverti la solitudine divisa fra i tuoi tre figli, la solitudine che ti resta.
Come la luce, moltiplichi l’affanno del respiro al tuo singhiozzo
- mia grano di fiato sperduto, mio fotone gemello.
E se ti alzi un momento per farti un caffè
capisco la tua faccia che ancora dorme
nei granelli zuccherini che agguanti nel cucchiaio troppo grande a contenerti,
che da qui io non posso ché vedere.
Tu cerchi la memoria, Anna tu aggiungi un ricordo a modo tuo, lo modifichi,
lo scordi e lo ricordi ancora in un altro dove
mentre a Roma stamattina c’è la nebbia e non riesco a più vederti più e
e io sottraggo un altro pianto al nostro libero cercare,
che d’inverno nessuno sente la propria sete.


21 aprile 1937
___________________

Un gabbiano dal cielo, ora che perdo le mie gocce tutte quante qui per terra e non c’è fogna che mi accolga, mi ha scambiata per un lago. Mi ha commosso la sua tenerezza.


19 luglio 1943
___________________

Alle 11 e 05 Roma viene bombardata dagli alleati angloamericani. Lo scopo è distruggere i nodi ferroviari. Il quartiere di San Lorenzo è devastato. È colpito anche il quartiere Tiburtino. Io stessa sono salva per miracolo.

Diciannove soldati si siedono uno di fianco all’altro, in cerchio, intorno a me. Sono sopravvissuta.
È un tempo così.
Una luna così.
Ci fosse stata una sera così, da qualche parte, in un ricordo incontinente mai stato, solo immaginato.
Ma.
Il sergente scorre il taccuino.
Chiama per cognome.
È notte e nebbia.
Ognuno dice: “presente signore!”.
Ma la vita è fatta anche di suoni che non arrivano.
Suoni morti.
O che rimbombano.
Di grida soffocate, strangolate nella notte.
Diciannove soldati e un sergente, che fa l’appello:
- Aloisi!
- Presente Signore!
- Camurro!
- Presente Signore!
- Cerami!
- …
- Deceduto. Allora…De Luca!
- …
- Deceduto. Di Giacomo!
- Presente Signore!
- Ferrante!
- Presente Signore!
- Ferrara!
- …
- Deceduto. Goriz…
- Presente Signore! Ferrara presente!
- Soldato!
- Sì Signore!
- Questa non è una scampagnata!
- No.. Signore!
- Rispondi quando ti chiamo!
- Sì Signore!
Lui mi guarda, e tira via la mano dalla mia acqua. I bombardamenti non danno tregua e le donne di San Lorenzo piangono la paura tutta in un palmo di mano.
- Vuoi bere soldato?
- No Signore!
- A cosa cazzo pensi soldato?!

Lo so, tu sei lì, a casa, pensi, a casa. Te lo leggo nell’acqua degli occhi. Lo so a cosa pensi.
Nel capanno per gli attrezzi c’è la bicicletta rossa, con la ruota sgonfia, rotta, chiami tua sorella, fai il nome di tua madre. C’è un cielo biondo, fa caldo. C’è un coniglio bianco chiuso in una scatola, un coniglio che tua madre vuole cucinare ma non c’è tempo, devi andare… La licenza è finita, tua sorella ha il viso sporco, ti abbraccia. “Torna presto”, dice. Stai sorridendo, la tieni stretta, le dai un bacio. “La bicicletta l’ho aggiustata”, le dici. Tua madre va a nascondere il coniglio, per paura che i tedeschi lo possano trovare, portare via, mangiare.“La prossima volta!, quando torni!, la prossima volta!”, è così piccola tua madre, “Lo mangeremo la prossima volta!, alla cacciatora!”.
Un capanno per gli attrezzi la bicicletta rossa con la ruota sgonfia rotta
E una voce che chiama il nome
Il cielo biondo
La cicatrice in fronte che pare una mezzaluna
Il coniglio chiuso in una scatola
L’insalata verde che lei coglie
Con la madre chiusa nello steccato
Nascosta
Così piccola ma con il seno che mi punta il cuore
Ha il
Viso sporco
Abbraccio
Bacio
Torno presto
E ciao che ci vediamo presto non piangere.
Cento metri che sei andato via e, l’insalata tutta fuori dalla terra e, il capanno, tutto fuori dalla terra. Tua madre, aperta nello stomaco, mezza gamba più in là, vicino alla scatola del coniglio, e lei, vicino alla sua bicicletta rossa, un palo dello steccato nella schiena (buio sul soldato). Tu in ginocchio, inginocchiato, nelle braccia, lei, nelle tue braccia che dice, nel sangue dice “… Hai visto?”.
Il suono che mi arriva che non sono nemmeno cento metri che sono andato via
L’insalata fuori dalla terra
Il capanno tutto fuori
La madre aperta nello stomaco e mezza gamba e lei
Lei con un palo dello steccato nella schiena
In ginocchio
Inginocchiato
Nelle braccia
Lei
Nelle tue braccia che dice
dice Hai visto?
Hai visto
che sei tornato…
presto

Allora tu, guardi il tuo sergente, e mi dai un bacio che mi bevi.
- A cosa cazzo pensi soldato?!
- … A niente Signore! Non penso a niente!


07 gennaio 1956
___________________

Oggi è scesa la neve. Sono stanca, tanto.


11 agosto 1977
___________________

Sono debole.



19 gennaio 1994
___________________

Sento che la fine è vicina. Ormai cado, ortogonale al mio pensiero. Parallela al mio stare, fissa, e arrugginita dal mio ricordo dimenticato.


20 dicembre 1999
___________________

Ho sempre pensato che quando fosse arrivato il mio momento avrei chiesto come ultimo desiderio di raccontare la storia più bella, la storia più bella di cui sono stata testimone immobile, la storia di tutte le storie. Ora so, la Storia.
Sarebbe stato le ultime gocce tonde che avrei donato, l’ultimo ballo della mia acqua intrecciata per istinto all’aria, abbracciata in moto antiorario all’aria, sarebbe stato il ritmo finale della mia...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente carrino

#2    16 Novembre 2007 - 17:14
 
(continua dal precedente)


20 dicembre 1999
___________________

Ho sempre pensato che quando fosse arrivato il mio momento avrei chiesto come ultimo desiderio di raccontare la storia più bella, la storia più bella di cui sono stata testimone immobile, la storia di tutte le storie. Ora so, la Storia.
Sarebbe stato le ultime gocce tonde che avrei donato, l’ultimo ballo della mia acqua intrecciata per istinto all’aria, abbracciata in moto antiorario all’aria, sarebbe stato il ritmo finale della mia traiettoria liquida e curvata come il seno della Terra che mi attira, della terra dove approdo, sarebbe stato la storia che mi avrebbe resa indimenticabile a chi l’avesse ascoltata come quanto mio di luce, come una massa nulla del ricordo, e quindi infinita.
Adesso, che è questo momento e non un altro, io so la storia che voglio raccontare. Ora, dopo il tempo che è stato mio, posso raccontare il tempo che fu così breve quella sera e senza voce, tutto acceso come luce di candela sulle dita di una mano che, spaventata, giocò con la mia trasparenza fluida per donarmi poi uno schianto di bene, tra le bombe, con un bacio bevuto, che mi ha uccisa d’amore e mi ha reso assetata per sempre.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente carrino

#3    16 Novembre 2007 - 19:46
 
(ma grazie a voi!

..qualcuno, per favore, chiuda la parente
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente SENZAQUALITA

#4    16 Novembre 2007 - 21:47
 
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente aitan

#5    16 Novembre 2007 - 21:48
 
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente aitan

#6    16 Novembre 2007 - 21:49
 
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente aitan

#7    16 Novembre 2007 - 22:32
 
si)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Wosiris

#8    17 Novembre 2007 - 08:31
 
SONO FELICE DI:
aver partecipato al blog A-Tempo,
aver letto tutto quanto è stato depositato,

MI SPIACE
non aver TEMPO per commentare tutti i "pezzi" che mi interessavano
in quanto chiude il 16, ma se lo lasciate on line avrò il tempo di farlo!!

per me che non amo i Blog collettivi, quasta mi è sembrata una cosa diversa, originale, e "misurata" su un progetto "A-Tempo", quindi voglio esprimere il mio vivo grazie a chi l'ha pensata e realizzata!!
grazie
chicca
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente chiccama

#9    17 Novembre 2007 - 09:36
 
Grazie a voi tre
A lei maestro Effe, la preghiera di continuare sulla strada di Swan, senza giardare mai al suo polso (Baume & Mercier, I suppose....)

Elisnelpaese
utente anonimo

#10    17 Novembre 2007 - 09:41
 
uh!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente whathefuck

#11    17 Novembre 2007 - 11:15
 

ALLO SPECCHIO


(sottotitolo: Io già non mi sopporto da solo, figuriamoci duplicato…)


 


Questo doppio mi tormenta. Almeno due volte. Ché lo specchio mi ri_flette e piega il senso, anzi lo inverte e lo rimbalza all'in_finito circuendomi, circumnavigandomi a tutto tondo, cortocircuitandomi e riempiendomi di se, di sì, di me di mah. E' la comunic@zione  dell'impossibile, il moto perpetuo della macchina perfetta che mangia se stessa che si auto_alimenta di se, del Sè eppure si accresce a dismisura, smisurata_mente si dilata ma tanto veloce è il suo moto che resta ferma, immota, non procede in alcuna direzione, ha già inglobato il fuori nel dentro e l'in_verso.


Siamo obesi dall'informazione, le nostre e quelle degli altri. Tutti amiamo, ed oggi la rete lo concede, anzi si concede a tutti, tutti dicevo amano  dispensare sapere, Verità. Ma la minaccia è proprio forse questo dis_pensare al quale ci costringe questo ingurgitare senza scegliere, senza quasi poter opporre resistenza a qualunque invasione/comunicativa. Nessuno può obbligarci alla disinformazione, o costringerci, manipolarci, ma la nostra scelta che fine fa? E’ troppo tardi. Siamo già in rete, siamo la rete e l’utopia di 1984 o la mente di Al9000 non spaventano più come un tempo, anzi sono divenuti più che realtà, sono ..reality.


Quello che vorrei sapere è se il nostro cervello sia in grado di assorbire questa massa di dati, informazioni, vissuto d’altri, immagini suoni e così via ed operare scelte, avere il tempo e la capacità e la voglia di non farsi sopraffare, ma filtrare il tutto e riportarlo a dimensione umana, e riportarci tutti in una dimensione che ci consenta di com_prenderci davvero, tutti. Ri_dimensioniamoci, insomma, ed io per primo. Personal_mente prima di pensare al doppio, vorrei conoscere il valore da duplicare, ché altrimenti senza quel dato la somma mi sembra irraggiungibile, o addirittura pericolosa.


 


BESTio


(contamin@zioni da: Jean Baudrillard – Le Strategie Fatali - SE)






questa poesia è mia, la rimetto, mi sembra il tempo e il luogo giusto


[filastrocca_della_vita]


 


 



NELL'OCCHIO


[del ciclone]


 



Calma piatta, ma apparente


questa vita scorre in piano


mentre intorno l'apparenza


tutto inganna...


 




non ti guarda mai negli occhi


la realtà


cola, filtra dallo schermo e scende giù


come sangue


come melma


come sugo sul tuo mento...


 




quante stelle sai contare


prima che ne perdi il filo?


 





 Quante lacrime versare


per la morte vista in tele?


 



non ho tempo,


non ho tempo


NON HO TEMPO


mi dispiace


ecco la pubblicità


asciughiamoci quel mento


non è bello lo spettacolo


via sù un po di civiltà



passa il sale


versa il vino


e sorridi


dai cretino...


 



non sei neanche tra i dispersi


scrivi scrivi


scrivi versi


dolci


liquidi


perversi


siamo vivi


vivi e al centro


di quest'area assai protetta


non si muove mai una foglia


noi restiamo sulla soglia


della vita vera, viva 


facciam scorrer tra le dita


il rosario che si sgrana


ogni chicco un uomo muore


tieni il conto delle ore...


 












Bestio



 

Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente BESTIO

#12    17 Novembre 2007 - 12:52
 
Mi sa che il post di Verderame è una chiusa perfetta al blog:

il tempo

che impiega una goccia

a cadere
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente stratidanimo

#13    18 Novembre 2007 - 09:35
 
Peccato che è arrivato fuori tempo perché questo post: http://blog.libero.it/bartelio/3607163.html _è_ la macchina del tempo.


Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente LadonnaCamel

#14    18 Novembre 2007 - 18:11
 
orbene consegneremo questi post ai posteri o semplicemente ai poster?
poster apposta.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Medicineman

#15    19 Novembre 2007 - 11:34
 
Una gran bella iniziativa, questa, complimenti vivissimi a tutti.
Ma dobbiamo porci tutti una domanda: dove mai andrá a finire il tempo che passa?


Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PadreMarioY

#16    19 Novembre 2007 - 13:20
 

Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente aquatarkus

#17    19 Novembre 2007 - 13:25
 
Non funziona cyb :)
l'embedding nei commenti non funziona
il link ad ogni modo è questo è questo questo
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente aquatarkus

#18    19 Novembre 2007 - 14:42
 
http://miic.livejournal.com/145666.html?mode=reply
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente miic

#19    19 Novembre 2007 - 22:16
 
seguiamoci, se abbiamo tempo
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente IceKent

#20    19 Novembre 2007 - 22:32
 
COUNTERBLOGGER invita a sospendere il tempo e a visitare COUNTERBLOG.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente counterblogger

#21    26 Novembre 2007 - 11:11
 
il post "Schiava del gadget, del tempo" di patty meet è stato ripreso e publicato dal quotidiano City di Napoli (segnalato qui)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Effe

#22    26 Novembre 2007 - 11:17
 
Il tempo è in ritardo


"Qui le croirait! on dit qu'irrités contre l'heure

De nouveaux Josuès, au pied de chaque tour,

Tiraient sur les cadrans pour arreter le jour". (testimone oculare della rivoluzione di luglio 1830)

"Chi lo crederebbe? Si dice che, irritati contro l'ora,

dei novelli Giosuè, ai piedi d'ogni torre,

sparavano sui quadranti per arrestare il giorno".

"La consapevolezza di scardinare il continuum della storia è propria delle classi rivoluzionarie nell'attimo della loro azione. La rivoluzione francese del 1789 introdusse un nuovo calendario. Il giorno inaugurale di un calendario funge da compendio storico accelerato. E, in fondo, è sempre lo stesso giorno che ritorna in figura dei giorni di festa, che sono giorni della rammemorazione. Dunque i calendari non misurano il tempo come gli orologi: sono monumenti di coscienza storica di cui in Europa da cento anni sembra non si diano più le minime tracce". (Walter Benjamin, Sul concetto di storia)



Caro Cybbolo, continuo ad andare indietro nel tempo sulla macchina che tu hai messo in moto. Arriverò a darti una risposta sensata?



utente anonimo

#23    26 Novembre 2007 - 12:40
 
@ loredana: come dissi a casa tua - credo che qualsiasi risposta sul tempo sia sensata, anche le più insensate.-

hai posta...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente cybbolo

#24    03 Gennaio 2008 - 11:35
 
Oh cavoli! non avevo letto l'ultimo post e vi ho lasciato un pvt chiedendo aiuto!

ahhhhhhhhhhhhh

beh, come dire, se potete darci una mano lo stesso...
;-)

http://ibridamenti.splinder.com/post/15358710/VOCI+IN+PROSA
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ibridamenti

#25    15 Gennaio 2008 - 21:08
 
ciao ragazzi!

Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Scantini

#26    16 Gennaio 2008 - 20:03
 
ciao artur
cybbolo sloggato
utente anonimo

#27    07 Febbraio 2008 - 10:35
 
Si misurano cose che non esistono?
Si e' pero' costretti ad usare lo zero e l'infinito che in realta' non esistono per descrivere il mondo che ci circonda.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente acabb

Commenti